12.05/ 13.05 – On the road to Belém

Ore 14:54, da qualche parte sulla strada per Belém.. o almeno spero, dovrei arrivare tra circa due ore ma a giudicare dalla mappa sono neanche a metà strada.
(e infatti, ore 23:10, appena arrivato, arcamadonna, i bus brasiliani sono un viaggio della speranza, contando che per le prime 12 ore il vecchietto seduto a fianco si muoveva ogni 5 minuti levandomi il sonno)

Vabbhè, ho avuto modo di riordinare i pensieri degli ultimi due giorni.. giorni intensi, i nomi già cominciano a mescolarsi.. Mario, Valeria, Roxanna, Bruno, Ferdinando, Sasha, Blanca, Maira.. già, Maira. Non saprei nemmeno come descrivere il suo incontro..

Siamo stati in spiaggia, rincorsi dal vento e braccati dalla sabbia; Poi sorpresi dalla pioggia, tanto forte che faceva quasi male.. quella pioggia calda che ti bacia gli occhi e ti lecca il collo, giusto il tempo per un brivido lungo la schiena e di nuovo torna il sole, che come un amante troppo geloso non ti dà nemmeno il tempo di sentire la sua mancanza.

Poi la spiagga, la notte, il cielo si fonde con l’oceano complice il frastuono delle onde che..ti rincoglionisce.

  

Cioè nel senso buono, non come le 4 caipirinha e due birre grandi di prima, ma nel senso che ti fa pensare a tante cose tutte insieme e.. bhè, rincoglionisce rende bene l’idea.

Sei al buio, eppure vedi meglio che di giorno, ed è una situazione magica perchè non riesci a vedere la tua ombra eppure la puoi sentire. E provi compassione per le nuvole che gonfie di speranza si allungano quasi a voler abbracciare l’oceano ma.. sai che non lo toccheranno mai.

#mood: https://youtu.be/CnQ8N1KacJc